Napolitano Malattia

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Napolitano Malattia – Dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015, Giorgio Napolitano è stato Presidente della Repubblica Italiana e primo ad essere eletto per due mandati consecutivi in tale carica.Dal 1953 al 1996 è stato deputato e dal 1989 al 1992 e ancora dal 1999 al 2004 è stato deputato al Parlamento europeo.Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato senatore a vita nel 2005.

Dopo l’elezione al Quirinale di Oscar Luigi Scalfaro, fu ministro dell’Interno nel I governo Prodi e presidente della Camera nell’XI sessione .Ex membro del Partito Comunista, si è dimesso da capo di Stato il 20 aprile 2013, all’età di 87 anni, diventando così il più anziano d’Europa. Nella storia della nazione, è stato il primo presidente ad essere rieletto.

Dal 2006 al 2008, Romano Prodi è stato presidente del Consiglio, seguito da Silvio Berlusconi nel 2008 e 2011, Mario Monti nel 2011, Enrico Letta nel 2013, Matteo Renzi nel 2014. Cinque giudici sono stati da lui nominati alla Corte Costituzionale.

Biografia

Figlio di un avvocato, poeta e scrittore liberale Gallo di Comiziano di nome Giovanni e di una nobildonna napoletana di origine piemontese di nome Carolina Bobbio, Giovanni nacque a Napoli. Iniziò nel 1938 con le classi quarta e quinta del Liceo Classico Umberto I di Napoli e vi rimase fino al 1941, quando dovette passare alla seconda classe a causa della guerra.

Trasferitosi con la famiglia a Padova nel mese di dicembre, poté terminare gli studi liceali presso l’illustre Istituto Classico Tito Livio. All’età di diciassette anni iniziò gli studi di giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli.

In questo periodo aderisce al Gruppo Universitario Fascista di Napoli e inizia a scrivere una rubrica di critica teatrale per il settimanale IX Maggio. Durante questo periodo conobbe molte persone, tra cui il futuro leader del partito comunista napoletano Massimo Caprara, e si immerse in un ambiente di energica attività e apertura intellettuale.

Il giovane Napolitano debuttò come attore con la compagnia GUF al Teatro degli Illusi di Palazzo Nobile, ma ebbe solo pochi ruoli minori da interpretare. Amici come Francesco Rosi, Giuseppe Patroni Griffi, Antonio Ghirelli, Raffaele La Capria e Luigi Compagnone lo aiutarono a coltivare la sua passione per la letteratura e il teatro durante la sua permanenza al liceo classico Umberto I di Napoli.

Napolitano Malattia

Gli furono presentati gli italo-tunisini che avevano facilitato l’ingresso di Palmiro Togliatti a Napoli nel 1944, i comunisti Mario Palermo e Maurizio Valenzi. L’anno successivo all’adesione al Partito Comunista Italiano, Napolitano fu nominato segretario federale del partito a Napoli e Caserta. Nel 1947, due anni dopo l’Unità d’Italia e l’approvazione dello Statuto speciale per Napoli, si laureò in giurisprudenza e con una tesi di economia politica dal titolo L’incapacità di industrializzare il Mezzogiorno.

Togliatti incoraggiò lui e gli altri giovani dell’epoca a formare una nuova e più diversificata dirigenza centrale, e venne regolarmente eletto deputato nel 1953 e riconfermato nella circoscrizione di Napoli fino al 1996. Nel 1956 , entra a far parte del Comitato Centrale del PCI.

Dopo che la dirigenza del PCI condannò le rivolte come controrivoluzionarie , l’Unione Sovietica le represse nell’ottobre e nel novembre di quell’anno. Napolitano partecipò all’VIII Congresso del PCI a Roma, in Italia, dall’8 al 14 dicembre 1956, quasi un mese dopo la Rivoluzione ungherese del 1956, e durante questo periodo fece la seguente dichiarazione a sostegno del coinvolgimento sovietico e in opposizione al il punto di vista del suo compagno di partito Antonio Giolitti:

Poi, «il compagno Giolitti ci diceva che l’intervento sovietico poteva essere giustificato solo nei termini della politica dei blocchi contrapposti, quasi facendoci capire che l’intervento sovietico era giustificato solo dal punto di vista vista delle esigenze militari e strategiche dell’Unione Sovietica; senza vedere come l’intervento sovietico in Ungheria, impedendo la creazione di un focolaio di provocazioni nel cuore dell’Europa e permettendo all’URSS di intervenire con forza decisiva, senza vedere come l’intervento sovietico in Ungheria

Napolitano ha ammesso nella sua autobiografia politica Dal PCI al socialismo europeo di lottare ancora con “gravi tormenti autocritici” per la sua posizione secondo cui la rivoluzione ungherese dovrebbe essere riconosciuta come una rivoluzione legittima e che le prospettive di apertura democratica devono essere sviluppate all’interno del comunismo.

Segue la descrizione del proprio percorso politico, che secondo lui “è passato attraverso evoluzioni decisive della realtà internazionale e nazionale e attraverso revisioni personali, profonde, dichiarate” .Tra gli anni 1960 e 1962 diresse la maggior parte degli sforzi di produzione. Gli anni 1963-1966 lo videro segretario della Federazione Comunista a Napoli.

Dopo la morte di Palmiro Togliatti nel 1964, ci fu una disputa interna nella quale Napolitano giocò un ruolo centrale come voce moderata. Fu membro della fazione Cristiana Democrazia del partito più attento al Partito Socialista Italiano , ed entrò quindi al governo con quel partito.

Dal X Congresso, quando entrò per la prima volta nella direzione del partito, curò la segreteria e gli affari politici del PCI in qualità di coordinatore. Nel 1966, insieme a Luigi Longo, condivise con Enrico Berlinguer l’incarico di vicesegretario di fatto del partito comunista, incarico che ricoprirono per i due anni successivi.

Tra il 1969 e il 1975 fu responsabile della strategia culturale del Partito comunista italiano e del suo libro L’intervista del PCI con Eric Hobsbawm è stata tradotta in più di dieci lingue, quindi ha avuto chiaramente un impatto sulla vita culturale del paese. Durante il mandato del Primo Ministro Giulio Andreotti come capo di stato italiano, è stato il principale portavoce del partito sulle questioni economiche e lavorative.

Negli anni ’70 visitò il Regno Unito, la Germania e, cosa sorprendente per un politico italiano dell’epoca, le università americane per parlare a conferenze organizzate da istituzioni politiche internazionali. Nel 1978 fu il primo dirigente del Partito Comunista Italiano a ricevere il visto per entrare negli Stati Uniti.

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